Facce de Zena 

Il ricordo di Elisa diventa aiuto per le famiglie dei bimbi del Gaslini: la raccolta ha già raggiunto i 19 mila euro

Dopo la morte di Elisa Bozzano nell’incidente di via Perlasca, amici, colleghi e familiari hanno trasformato il dolore in solidarietà. I fondi andranno alla Band degli Orsi

Il dolore, quando è troppo grande, a volte cerca un modo per non restare fermo. È quello che sta accadendo nel nome di Elisa Bozzano, la ragazza di 25 anni morta nell’incidente avvenuto in via Perlasca, in Valpolcevera, mentre viaggiava in moto. Una vita giovane, piena, spezzata in pochi istanti. Una vita che aveva attraversato il lavoro nell’Azienda Mobilità e Trasporti, lo sport con la Normac e soprattutto una rete di affetti che, davanti alla tragedia, ha scelto di rispondere con un gesto capace di continuare a fare bene.

La raccolta fondi aperta su GoFundMe in memoria di Elisa Bozzano ha già raggiunto i 19 mila euro. Non è soltanto una cifra. È la misura concreta di quante persone abbiano sentito il bisogno di esserci, anche da lontano, anche senza parole sufficienti, anche solo con una donazione. Il link per contribuire è https://www.gofundme.com/f/in-ricordo-di-elisa-bozzano.

Nel testo della raccolta c’è il ritratto essenziale di una persona che ha lasciato un segno profondo. «Ci sono persone che, con la loro gentilezza e il loro sorriso, lasciano un segno indelebile nel cuore di chi le ha conosciute. Eli era una di queste. La sua vita ci è stata strappata troppo presto, ma il bene che ha saputo donare agli altri merita di continuare». Sono parole semplici, ma pesano perché dicono ciò che resta quando una perdita non trova spiegazioni: il bisogno che quel bene non si interrompa. «Ovunque tu sia, veglia su di noi. Ci manchi immensamente, Eli. Da tutta Amt, buon viaggio».

La destinataria della raccolta sarà la Band degli Orsi, fondazione che da anni sostiene le famiglie dei bambini ricoverati al Gaslini. I fondi saranno destinati in particolare alle strutture di accoglienza, i “rifugi”, spazi pensati per chi arriva a Genova con un figlio malato e ha bisogno non solo di un letto, ma di un luogo umano in cui respirare, fermarsi, sentirsi meno solo. La fondazione ha ringraziato pubblicamente la famiglia, gli amici e tutti coloro che stanno contribuendo, spiegando che il gesto nato in memoria di Elisa Bozzano permetterà di rinnovare quegli ambienti e renderli ancora più accoglienti.

La Band degli Orsi ha raccontato Elisa Bozzano come una presenza gentile, un sorriso ricordato da molti, una persona naturalmente orientata verso chi aveva più bisogno. Per questo la scelta della famiglia porta con sé un significato che va oltre la beneficenza. Trasforma la mancanza in vicinanza. Porta il nome di Elisa dentro stanze che accolgono, dentro appartamenti dove famiglie stanche cercano riparo mentre accompagnano i propri bambini nelle cure, dentro luoghi dove ogni gesto di aiuto diventa sollievo reale.

Per custodire questa memoria, la fondazione dedicherà a Elisa Bozzano una targa commemorativa. Sarà un segno semplice, ma capace di restare. Un modo per dire che il suo nome continuerà a vivere non solo nei ricordi di chi l’ha amata, ma anche negli spazi che proteggeranno altre famiglie. La sua storia, interrotta troppo presto sull’asfalto di via Perlasca, continuerà così a camminare accanto a chi attraversa giorni difficili.

L’incidente era avvenuto intorno alle 21.20. Secondo la prima ricostruzione della polizia locale, Elisa viaggiava in sella a una Kawasaki Z650 lungo via Perlasca, in direzione monte, quando una Lancia Ypsilon condotta da un trentenne, proveniente dalla direzione opposta, avrebbe invaso la corsia della moto colpendola frontalmente. L’impatto è stato violentissimo. Sul posto erano intervenuti l’ambulanza dei Volontari del Soccorso di Fiumara e l’automedica Golf 4, ma per la ragazza non c’era stato nulla da fare. Gli accertamenti sono stati affidati al nucleo Infortunistica del reparto sicurezza stradale della polizia locale.

Il nome di Elisa Bozzano si è aggiunto al bilancio già pesantissimo delle vittime della strada a Genova nel 2026 e ha riaperto il tema della sicurezza di via Perlasca, già teatro di altri incidenti gravi. Ma, accanto alla cronaca e alle domande ancora aperte, oggi c’è anche questa risposta collettiva. Una raccolta nata dal dolore e diventata abbraccio. Un modo per dire che Elisa non sarà ricordata soltanto per come se n’è andata, ma per il bene che, nel suo nome, continuerà ad arrivare dove ce n’è bisogno.


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